Pietro Broggini @ Fotografia Europea

stanza-delle-certezze-ritrovate-2010

I proudly co_curate the solo show – The white thought – of my late friend Pietro Broggini (1971 – 2013) at Fotografia Europea festival (check it out, the number of great shows there are impressive). The show is presented by arsprima and co_curate by Cristina Gilda Artese and will open on 2nd May

Here you can read the intro text:

arsprima presents the works, dedications to white, by Pietro Broggini, works where the photographer strips objects, places and architectural pieces of whatever time-space connotation and confers unto them the dimension of pure abstract thought.
White becomes a placeless space, a moment without time, and a collection of pure thought, a Milky Way of galaxies (the architectural shapes) and solar systems (the objects), light years away and seemingly inert, even though connected to each other by a light and benign force of gravity (the focus of the photographer), that all taken together gives balance and light.
Lover of eastern culture and philosophy, enthusiast of a certain aesthetic minimalism, a tool of synthesis, Broggini tells of his own certainties and un certainties of man with the metaphor of a white room in demolition/reconstruction.
In the exploration of architectural pieces, Broggini reinterprets the surfaces and thickness of building materials, which become an aesthetic expression of sublimation of white and even seem to restore an ancient purity to the contemporary city.
There is a reason that white, the sum of all colours, is such a symbol in western cultures, just like in eastern, of Absolute Truth and Resurrection.

 

Sono orgoglioso di cocurare Il Pensiero Bianco, solo show dello scomparso Pietro Broggini a Fotografia Europea, Reggio Emilia che inaugura il 2 Maggio. Lo show è presentato da arsprima e cocurato da Cristina Gilda Artese.

Qui il testo introduttivo:

arsprima presenta le opere dedicate al bianco di Pietro Broggini, lavori nei quali il fotografo spoglia gli oggetti, i luoghi e le sezioni architettoniche di qualsiasi connotazione spazio temporale e conferisce loro la dimensione del puro pensiero astratto.
Il bianco diventa spazio senza luogo, momento senza tempo, e bacino di raccolta del pensiero puro, una Via Lattea fatta di galassie (le forme architettoniche) e sistemi solari (gli oggetti), distanti anni luce e apparentemente inerti, seppur collegati tra loro da una lieve e indefessa forza di gravità (lo sguardo del fotografo), che tutto tiene insieme donando equilibrio e vita.
Amante della cultura e della filosofia orientale, cultore di un certo minimalismo estetico quale strumento di sintesi, Broggini racconta le proprie certezze ed incertezze di uomo con la metafora di una stanza bianca in demolizione/ricostruzione.
Nell’indagine delle sezioni architettoniche, Broggini reinterpreta le superfici e gli spessori dei materiali utilizzati per la costruzione degli edifici, che diventano espressione estetica di sublimazione del bianco e che sembrano restituire un antico candore anche alla città contemporanea.
Il bianco, somma di tutti i colori, non a caso è simbolo tanto nelle culture occidentali, quanto in quelle orientali, di Verità Assoluta e di Resurrezione.

Kunst_Ist_A&B DITTICO Ferita_aperta_con_tentativi_di_rimarginazione stanza-delle-certezze-perdute-2010 Realta_multiformi 2008

 

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