Mustafa Sabbagh interview

auto ritt b&NMustafa Sabbagh nasce ad Amman, Giordania, studia in Italia e si forma come fotografo a Londra. La sua è una ricerca coerente, estetica e viscerale: lo sguardo è classico, il gusto è molto contemporaneo e l’anima è simultaneamente personale e universale. In fondo vuol solo svelare i segreti nascosti dell’animo umano. Solo show alla galleria The Format, Milano, inaugurazione martedì 14 maggio alle 19:00.

Mustafa Sabbagh was born in Amman, Jordan, studied in Venice, Italy, and trained photography in London, Uk. His artistic investigation is coherent, aesthetic and instinctive: his eye is classical, his taste is very contemporary and his soul is both personal and universal. His aim is the disclosure of human’s secrets. If you are in Milan, Italy, don’t miss his Solo show at The Format  gallery, opening on May 14th at 19:00

– SCROLL DOWN FOR ENGLISH TEXT –

Mi dici qualcosa sul tuo viaggio sino ad oggi come artista e come essere umano?
L’ho iniziato quando a 11 anni ho trovato una vecchia Polaroid in un cassetto a casa di mia zia. Scattare la prima foto è stato come il miglio orgasmo immaginabile. Da allora non ho più smesso. La fotografia non è qualcosa che semplicemente si impara, deve essere profondamente radicata in te, qualcosa che devi fare per forza. La tecnica è importante, naturalmente, va imparata, ma per me fotografare riguarda più lo studio delle persone, del genere umano con tutte le sue perversioni… qualcosa che mi affascinerà per sempre. Mi piacciono molto i dipinti del ‘500, specialmente quelli del Rinascimento del nord Europa. Per me il miglior fotografo di sempre è stato Caravaggio, sì, lo considero più fotografo che pittore. I film di Antonioni mi hanno influenzato, così come l’architettura e il fetish. Anche il cybersex è di ispirazione, non credi? Tutto questo mi ha spinto a viaggiare e il miglior viaggio è la fotografia.

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Nelle tue foto c’è un Blu particolare, come lo definisci?
Blu è la vita, è il sangue che ti scorre nelle vene. Il mio blu ricorda quello usato nell’antichità, lo usavano già in Egitto. Il blu egiziano è uno dei più vecchi pigmenti fatti dall’uomo, ha superato le barriere geografiche e temporali diventando uno dei colori più diffusi e famosi e anche uno dei più freddi nell’arte contemporanea e nel cinema – David Cronenberg.

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Lo staff e i modelli che scegli hanno un ruolo chiave nella tua produzione, come li scegli? Che rapporto ci instauri quando scatti?
Simile all’attrazione sessuale, anche se le cruda verità è che sono concentrato totalmente sulla visione dell’immagine che voglio realizzare con loro. Se incontro qualcuno che ha energia, verve e uno spirito che mi spinge ad andare più lontano del solito, allora ci lavoro.

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Spesso abbini immagini apparentemente distanti, gli opposti ti intrigano?
Il motivo è che penso che siamo tutti autistici, quello è il mio modo per accorciare le distanze. Le immagini devono essere pensate più provocatorie che sorprendenti, e quella “luce” dovrebbe abbracciarle e non violentarle.

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Molti tuoi ritratti hanno un quid di marziale, da dove arriva il tuo interesse per uniformi e maschere rituali e di guerra?
Le maschere sono giochi che gli adulti usano per tornare bambini.

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Oggi molti siti internet di artisti sono fatti con le piattaforme WordPress/Tumblr, una semplice gallery di immagini in definitiva, il tuo invece è più complesso. Che mi dici del tuo sito e che rapporto hai in generale con la rete?
Il mio sito è complicato, sì, è il mio modo di far selezione tra i visitatori e utenti. Non sono qui per essere amato da tutti e nemmeno a tutti i costi. Cerco consumatori speciali. Per quanto riguarda il web in generale mi sento come una donna in una chat room, tutti pensano di poterla avere ma è solo un’illusione, dopo tutto è a casa con i suoi amanti reali.

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Tu, credi?
Sì, io credo nel nomadismo, fisico e mentale.

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Tell me about your journey as artist and as human being so far..
I discovered an old Polaroid camera in a drawer of my aunt’s place when I was 11 years old. Taking the first picture was like having the best orgasm imaginable. I have never stopped shooting since then. Photography is not simple, it is not something you can just learn, it is a need deeply buried inside of you, something you must do. Technique is important, of course. You need to learn it, for me photography is more about studying people, humankind with all its perversions… something I will be fascinated with forever.
I really love paintings from 1500, especially Nordic Renaissance. I think the best photographer of all times is certainly Caravaggio, I think of him as a great photographer rather then a painter. Antonioni’s movies inspire me too and architecture and fetish of course. Cybersex is inspirational too, isn’t it? It makes me feel to start travelling and my best travel is photography.

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You have a special blue in your photos, how do you define it?
Blue is life, it is veins’ blood. My blue reminds me the colours used by artists from the Old Kingdom, the Egyptians had already the Egyptian Blue, one of the older man-made artificial pigments. Its use spread far beyond the boundaries of geography becoming one of the most successful pigments in antiquity. It is also the coldest colour  in contemporary art and movies – David Cronenberg.

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Your staff and and models seems to have a key role in your visions, how do you choose them? What is the relationship you have with them while you shoot?
It could be as sexual attraction, but the deep truth is that I’m attracted by the finale image that I can built with them… when I meet somebody that has energy, verve and a spirit that makes me go farer than I ever been, that is my choice.

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You often link apparently distant images, do the opposites intrigue you?
Yes, because I think that we are all autistics. It is my way to shorten the distances. Pictures should be meant to provoke a thought rather than surprise, and that “light” should embrace the subject and not violate it.

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A lot of your portraits are a kind of martial, where does your interest for uniforms and war/ritual masks come from?
Masks are the adults’ games to be infants…

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Most of today’s artists have a wordpress/tumblr platform website, they are just a showcase of images. your website is much complex and I always though an artist website gives a kinda “corporate image” of his work. What is the relation you have with your website and with the web in general?
My website is complex, sure it is.That’s my way to select and choose the visitors and consumers… I’m not here to be loved by everyone and forever, I need special consumers.
If we talk about the web in general that is different, I feel like a woman in a chat room, everybody thinks they can hold her but it is just an illusion, after all she is at home with her real lovers.

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Do you BELIEVE?
I do, I BELIEVE in nomadism… physical and mental.

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